Roma, 18 ottobre. La 'guerra del calzino' scatenatasi intorno al servizio di 'Mattino 5', tutto incentrato su una passeggiata del giudice Raimondo Mesiano (quello che ha condannato Mediaset a risarcire 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti) prima e dopo un taglio di barba e capelli, e' davvero il massimo. Il servizio si staglia in realta' piu' che per la sua parzialita' (i commenti prima e dopo lo erano molto di piu') per la sua inutilita'. Che cosa significa che il giudice accende tante sigarette, che il giudice va avanti e indietro in attesa del suo turno dal barbiere e soprattutto (scandalo!) che indossa dei calzini celesti? Per la serie: chissenefrega. Se non ci deve interessare con chi si corica il presidente del consiglio, figuriamoci quanto ci puo' interessare di che colore porta i calzini un giudice. Certo, la tv fatta con i piedi potrebbe essere un flone interessante da percorrere: immaginetevi un 'podology show'. Fa venire in mente la scena di quel film di Nanni Moretti che descrive le personalita' attraverso le scarpe che portano. Allora perche' non fare un'inchiesta analoga sulla lunghezza delle unghie dei piedi: Santoro le porta lunghe o corte? E Vauro ogni quanto se le taglia? E Belpietro ha mai avuto un'unghia incarnita? E soprattutto quanto questi eventi potrebbero averli influenzati nella loro carriera? Il dilemma pedestre offre spunti davvero inebrianti. E meno male che Mesiano non indossava calzini rossi, senno' avremmo sentito parlare dei suoi piedi fino al 2025. Ma anche per questo c'e' la liberta' di stampa e soprattutto la liberta' di cambiare canale. E anche di cambiarsi i calzini.